Primus Inter Pares per Amatrice

Il vento del cambiamento soffia forte e porta a ravvivare la brace sopita sotto la cenere di un fuoco mai spento. Parole trasportate dall’impeto dell’aria si uniscono ad altre provenienti da lontano e il calore della massa compatta, allontanando la polvere sottile, fa ardere le fiamme del desiderio di resilienza e ripartenza dopo tanto torpore. Con queste premesse oltre un centinaio di associazioni, movimenti, realtà economiche, politiche e sociali del paese si sta riunendo e si è dato appuntamento per il primo fine settimana di Giugno nella località simbolo della distruzione, dell’abbandono, della ricostruzione lenta ma imminente: AMATRICE.

Non vi è ancora un Direttivo conclamato, un Manifesto d’intenti o altro ma solamente la voglia di unirsi per trovare la via comune, l’intesa, la proposta concreta da proporre a tutti i cittadini italiani.

Il faro all’orizzonte di una delle notti più buie della storia d’Italia, la Primus Inter Pares si erge come vero collettore di tutti coloro che credono profondamente che l’unione faccia la forza e la differenza al fine di far valere i propri diritti di P. IVA e cittadini dimenticati da uno Stato che FINGE di esserci, ma che di fatto acuisce serie problematiche che solo portano a ulteriore deficit e povertà” il commento della Dott.sa Vera Narducci, tributarista e fiscalista che suggerisce: Ricorsi mirati a difesa di imprenditori e cittadini porteranno ad un indebolimento delle istituzioni dall’interno, possiamo essere quella falla che farà vacillare la macchina statale che a un certo punto non potrà fare altro che ascoltarci e andare tutti insieme verso una vera e propria riforma fiscale più snella e alleggerita a favore di un’economia che ha il diritto di ripartire nel migliore dei modi per il futuro nostro e dei nostri figli”.

Le fa eco Maurizio Altamura operatore del settore Horeca “In Italia si sta finalmente creando una realtà nuova. Un gruppo di persone, di teste, di professionalità che indipendentemente da un’appartenenza politica, da un simbolo, da un’associazione, non desidera poltrone e si muove alla ricerca di soluzioni che diano risposte agli interessi collettivi prima che individuali. L’impegno è quello di voler aggregare più realtà economiche possibili attraverso prima di tutto la creazione di contenuti che possano diventare attuativi e significativi per la ripresa economica. L’incisività di creare una voce unica è quella di non disperdere le volontà e di far sì che le singole individualità diventino un unico corpo sociale, atto alla legittimità, che lo Stato deve riconoscere ai comparti economici che creano maggiore utile al sistema economico nazionale”.

Altamura conclude il suo intervento sottolineando cheTutto quanto accaduto fino ad oggi vuole dare un messaggio alla classe imprenditoriale di evoluzione e transizione verso una nuova fase di digitalizzazione, new skill, innovazione. Questo stesso messaggio diventa quindi motore nel voler far comprendere quanto le vecchie logiche tradizionali d’interagire siano obsolete, ed è per questo che vogliamo esser visti come una nuova soluzione di dialogo. Un’alternativa concreta, di rappresentanza vera verso chi ci governa”.

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