Abbandono della montagna dovuto a disinteresse per il territorio alle persone residenti che sono poche e al cambiamento climatico epocale

Messaggio inviato dal Sindaco di Forni di Sotto (UD) Architetto Marco LENNA al Tavolo Tecnico Permanente – Comparto Sicurezza del Territorio – istituito dalla Associazione Europa Cultura – Italia

“Vi ringrazio per la vostra richiesta in merito ad un mio pensiero sulla prevenzione dei dissesti idrogeologici anche dopo questo evento calamitoso che ci ha colpito lunedì’ 29/10/2018 e le successive 72 ore. Ora la mia riflessione è supportata anche da una certa emotività che ad oggi, a mente fredda, mi stringe lo stomaco, le cause sono molteplici a mio avviso e non si possono riassumere in poche righe ma devono fare parte di una riflessione di più ampio respiro; cosa posso dire l’abbandono della montagna, il disinteresse per il nostro territorio montano, il fatto che numericamente le persone residenti nella montagna sono poche che forse economicamente non siamo interessanti , che siamo davanti ad un cambiamento climatico epocale ebbene Sì sono tutte realtà e pensieri che calzano a pennello con la mia riflessione e con quello che è accaduto”.

“Posso e devo dire che il sistema di prevenzione idrogeologico che ho creato e concertato con il servizio forestale nel mio Pese, Forni di Sotto, ha salvaguardato il paese almeno nella parte più popolata limitando i danni e garantendo la pubblica sicurezza alle mie genti. Oggi dobbiamo pensare e ripensare il nostro territorio pensando alle tradizioni delle nostre genti che il territorio lo conoscevano sicuramente meglio di noi e che lo capivano quasi esso stesso fosse un grande gigante assopito con le sue emozioni ed i suoi stati d’animo. Ripristinare e riportare i pascoli e i prati alla luce eliminando le indecenti piantagioni di abeti volute con forza negli anni 80 da una visione ecologista oltranzista, ripulire i fiumi dal legnatico portato dalle alluvioni, senza incorrere in sanzioni, sghiaiare i fumi con i loro alvei che ormai stracolmi, pensare alla cura del bosco, ricostruire i muretti a secco nei compluvi e nella forre dei boschi per fasi s che l’acqua non abbia forza e velocità per devastare i terreni. Ripensare alle strade di montagna che non possono più aver pendenze elevate ma pendii dolci con una sagomatura della strada a schiena d’asino e fosso di guardia a monte con tubi porta fuori, come il nostro genio militare nella prima guerra mondiale eseguiva e le strade sono ancora lì presenti ed intatte. Ripensare alla selvicoltura con la possibilità di poter utilizzare sia i tagli a raso sia i tagli di selezione, avere cura del sottobosco, riportare in transumanza le pecore e mucche uno dei fattori che ha salvato il mio Paese da una sicura e più devastante allagamento. Progettare sistemi di convogliamento delle acque di ruscellamento con opere naturalistiche che allontanino esse dal centro abitato. Queste piccole riflessioni a ruota libera per poter aprire una discussione una punto di partenza per ripensare la nostra montagna”.

ARCH. MARCO LENNA SINDACO DI FORNI DI SOTTO

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